castagnamatta, ancora più matta |
questa spiaggia è di tutti e infranta vi si arresta anche la barca perduta dietro un segno fallace. Voi che ora contemplate la mia pace non dimenticate la mia tempesta. Un'altra parte di me. castagnamatta.blogspot.com |
un punto, tre estathè, l’abbonamento mensile ai trasporti pubblici che non faccio,
il passaggio di una micra verde giù in strada, una pietra bruciacchiata caduta dal
cielo, fogli, bollette pagate e macchiate di tè, una forma mentis per
induzione e la meccanica riflessiva a specchi concavi paralleli,
isolamento in poliuretano, un ragno che appare nei momenti più strani,
coltrane blue train,
l’espressione intrattenuta della brava cittadina,
sedia ikea design seriale color arancia media gradazione, la
mia pazzia (bukowsky) e tutti i racconti in cui mi leggo, un po’ di
democrazia a velo, un chiodo, un quadro, un muro crudo, un chiodo
conficcato in un muro, un quadro appeso a un chiodo conficcato in un muro
crudo, ipocrisia di zucchero qb, le ripetizioni e le rifrazioni, un
accendino grafica custo, olio extravergine in offerta, l’electro-minimal,
corto viaggio sentimentale (svevo) e tutti i libri incompiuti dove ancora
non mi sono letta, due birre, un ragno che appare nei momenti più
nascosti, una buona dose di ignoranza, qualche poco abbacinante deduzione
e la tecnica riflessa degli specchi convessi perpendicolari, la luna, la
passività all’alcol all’ 01.14h, il silenzio, una stanza piena di
tante cose e di nessuno, un gioco, la strana sensazione di precipitare
noncurante come una pietra bruciacchiata caduta dal cielo, il verde, tv
spenta, un paio domande prive di contenuto, tv accesa, un’altra birra, le
ripetizioni rifrante e poi i poeti
i poeti laconici i poeti ironici i poeti cronici
i poeti cuori e amori i poeti coglioni
i poeti instabili i poeti gravidi i poeti avidi
i poeti sbagliati i poeti nati i poeti morti poeti
i poeti che scrivono i poeti che parlano
i poeti scrivono parole
i poeti quando non scrivono niente i poeti che hanno scritto tutto
i poeti che hanno scritto tutto e continuano a scrivere per niente
[identità]
certe cose mi rappresentano.
rappresentare, rendere presente… essere pre…
.. essere per esserci.
.. il dubbio mareggia al grigio,
.. dondolando sull’enclisi, come uno spicchio
.. di luna d’argento col dorso appoggiato
.. per sbaglio sulla notte
.. delle infinite eclissi.
[crisi]
il pendolo oscilla tra gli istanti e gli anni andati e a venire e nel
mezzo, basculanti precariamente -sempre- noi, a contare unità dividere
separare e poi i poeti, a rompere unità fondere e confondere, aberrando
l’uso di violenza logica, il bianco e il nero con il grigio
il desiderio col significato
le parole e il silenzio
il silenzio e la notte
la notte e l’ombra
l’ombra col mistero
il mistero con la paura
la paura con l’anarchia
la luna e l’assoluto
la vita è mossa dal desiderio, non dal significato.
il poeta/
anche qui/ tenta/ invano/ di confondere.
nel pozzo del suo fallimento/ un borbottio di parole/
da inventare in una fanghiglia/ d’inchiostro cui attingono/
le radici assetate della sua scrittura.
[idolatria e sacrificio]
mentre noi
non sappiamo resistere alla tentazione di tracciare cerchi con un compasso
incerto, per far quadrare cosmogonie usa e getta che ci comprendano fino
al prossimo dio.
- e tutto va bene.
frantumiamo pietre bruciacchiate per restituirle in polvere al cielo.
- e tutto andrà bene.
# è invalicabile confine dell’ultima libertà,
# l’inganno della consapevolezza
alcune alternative adottabili come strategie da branco
(codiceuno codicedue codicedieci, ecc…)
ecco le nostre offerte del mese:
modello animismo formato greenpeace
un’economia millenarista importata dal migliore degli altri mondi
possibili
taglio valorizzazione dell’istante ed estetica del corpo via cavo
un’economia progressista made in the best of the possibles worlds
nonsense e tossicodipendenze
preghiere contro il cemento
orientalismo omeopatico + corso di agopuntura a puntate
un romantico illuminismo e un romanticismo illuminato
frammenti postideologici e pavidi barbagli di nemesi storica
- affinché tutto vada bene, tutto deve andarci bene.
# è una straziante lotta per l’immaterialità,
# l’affanno e l’ansia di trascendenza
»»»>\una gravità frenetica e vorticosa
»»»»\come la vertigine di un pensiero infinito
»»»»>\coltivato troppo in alto per poter fiorire,
»»»»»\ché il vento azzurro troppo vicino al cielo
»»»»»>\gelerebbe in ghiaccio allo sbocciare
»»»»»»\il suo maledettamente invisibile profumo
[incommensurabile sforzo ed ironia]
frattale, bit, pixel, terminazione nevrotica di una ragnatela
telematica…
nella tomba algoritmica della sua solitudine, il cittadino globale riesuma
il divino, ma il tempo putrefà e pietrifica e i cadaveri puzzano di
fantasia e disperazione.
come si dice, è morto l’uomo che aveva paura dell’ignoto.
sopravvive, a quanto pare, l’individuo paralizzato davanti al proprio
vuoto.
(ha bisogno d’aiuto?
cerchi tra i codici a barre il numero del nostro miglior psicanalista)
le ricerche (asterisco) dimostrano che il soggetto umano odierno crea a
propria misura (a livello individuale, per l’appunto) degli schemi
interpretativi, stabilendo dei parametri di giudizio, con i quali più o
meno abilmente gioca ad autogiustificarsi.
simile percorso segue la metametaforica postpoesia contemporanea, con la
sua ermetica autoreferenzialità estetica monouso. confermano,le ricerche
confermano. sì.
dopo essersi attorcigliata lungo le più casuali e altrettanto caotiche
direzioni o aver inciampato volontariamente nella ridondanza assidua e
nauseante della noia, essa perde il tempo la rima e il filo del discorso,
si dipana orizzontalmente per tentare di spiegarsi, per giustificarsi, per
piacersi, per capirsi.
è una tecnica riflessiva a meccanica riflessa
un digredire in progresso che torna sempre al punto di partenza
è la circolarità della eco sopra la valle del nulla
un modo d’esserci all’inevitabile ricerca dell’essere
dopo questo, ma anche prima e durante, ritorniamo a che
vorrei
alzare lo sguardo e come uno schiaffo di risveglio mi colpisca il sole
che
quando lo specchio mi guarda in faccia, la smetta
di ammiccare a quell’ombra oscura alle mie spalle
e poi
non cercare, non chiedere, non scrutare, bensì
trovare, sentire, vedere.
vorrei
,
ma certe cose mi rappresentano.
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([bi] com] nate [na) (zioni)] (ordi dis)
[solamente] [(essere)] [(esserci per)] (non) [(un punto)]